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3 Febbraio 2021 Italia News

Trasporti internazionali e pandemia – Le fluttuazioni dei noli marittimi e l’impatto sulle imprese – WEBINAR ART 26 febbraio

L’impatto della pandemia Covid-19 sul commercio internazionale è stato molto forte. Durante il 2020 gli scambi di merci e servizi a livello mondiale sono diminuiti, secondo il WTO, di circa il 17%. In particolare, si sono riscontrate difficoltà nei flussi legati alle global supply chain e si è assistito ad uno squilibrio dei flussi di domanda e offerta tra Europa e Area ASEAN che ha portato ad un incremento dei costi di trasporto dei beni provenienti dall’Asia e destinati al vecchio continente.

La Cina, infatti, risulta essere l’unico Paese al mondo che registra una consistente ripresa post Covid-19. Nel novembre 2020 l’export cinese è cresciuto del 21,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Anche la produzione industriale cinese viaggia a ritmi del +7%. Le previsioni indicano un aumento del PIL cinese del 2,3% nel 2020 ed una crescita dell’8% nel 2021.

Il notevole incremento della domanda di prodotti cinesi (soprattutto nel settore sanitario) non accompagnato da una ripresa dell’import cinese dello stesso tenore, ha provocato una scarsità di containers per l’export dalla Cina al resto del mondo. Il rapporto tra container in uscita e quelli in entrata è di 3 a 1. Di conseguenza il prezzo per noleggiare un container è più che raddoppiato, in alcuni casi raggiungendo livelli insostenibili per gli importatori europei e statunitensi.

Anche la forte riduzione dei voli da e verso la Cina ha un’incidenza sui costi di trasporto. Lo stesso trasporto ferroviario, alternativa al trasporto via mare, subisce conseguenze simili. Troppo spesso i treni viaggiano pieni dall’Asia all’Europa e tornato quasi vuoti, influenzando al rialzo il costo del trasporto stesso.

Da un’indagine svolta presso vari operatori del settore trasporti/spedizioni/logistica, emergono le seguenti considerazioni:

  • I costi dei noli sono saliti e questo avviene in tutto il mondo e si tratta di un mercato ciclico che corrisponde ad un boom di traffici in Asia che infatti si ripercuote anche sull’import dalla Cina e che purtroppo probabilmente perdurerà sino al Capodanno cinese che sarà il 12 febbraio. Non risultano accordi tra le compagnie di navigazione. Ci sono rigidissime norme interne a tutte le compagnie sulla compliance che lo impediscono.
  • I prezzi dei container sono saliti moltissimo, è stato superato anche il livello massimo che era stato raggiunto nel 2010. I prezzi prima erano troppo bassi e le compagnie hanno diminuito le capacità di carico, oggi tutte le navi hanno prenotazioni oltre al 110% della loro capacità. I prezzi sono fatti dal mercato, se la domanda aumenta e l’offerta diminuisce queste sono le conseguenze. La stessa situazione si presenta per tutte le spedizioni in partenza dal Far East sia destinate in Europa che destinate negli Usa.
  • Operatori logistici italiani basati in Cina confermano il raddoppio dei prezzi ma lo spiegano con un eccesso di domanda. Sono esplose le esportazioni da Cina a Europa e USA, mentre le esportazioni europee e americane verso la Cina sono praticamente ferme. Questo implica che le navi viaggino a pieno carico da Far East a Europa e tornino praticamente vuote. Da qui, il raddoppio dei prezzi, tanto da rendere competitivo il trasporto su ferrovia che prima costava molto di più di quello marittimo. Sulle spedizioni aeree invece sembra che i prezzi siano rimasti stabili.
  • Altri operatori italiani ritengono che il fenomeno del container shortage con conseguente aumento delle tariffe sia creato dalle stesse compagnie di navigazione. 
  • E’ una situazione molto complessa. In effetti l’aumento dei noli è stato motivato dalle compagnie con la mancanza di container vuoti nei luoghi di produzione. A questo hanno contribuito lo sbilanciamento dei carichi, i lunghi tempi di scarico delle navi in porti di transito, e le “rotazioni” delle navi che hanno subito modifiche causate dalla pandemia. La situazione è piuttosto complessa e condiziona l’operatività internazionale e non solamente italiana (potrebbe essere utile un intervento a livello di UE?).

Questo, in sintesi, il quadro attuale di una situazione che sta creando notevoli problemi agli importatori italiani e che diverse aziende del nostro settore hanno manifestato.

Allo scopo di avviare un confronto ed una riflessione utile alle imprese ART, con la preziosa collaborazione di AICE – Associazione Italiana Commercio Estero, sta mettendo a punto l’organizzazione di un Webinar programmato per la mattina di venerdì 26 febbraio 2021.

Nei prossimi giorni sarà divulgato il programma dell’iniziativa e le modalità di partecipazione.

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